mercoledì 29 ottobre 2008

NIENTE SESSO SIAMO PODISTI


NIENTE SESSO SIAMO PODISTI
(Di Denis Laurenti)
Un amore sboccia così, all'improvviso. Senza tanti ma e altrettanti perché. Un attrazione violenta e repentina che ti toglie il respiro, quasi come il rush finale di un cinquemila tirato. È accaduto così anche a noi, caparbi amanti quotidiani dello sforzo fisico prolungato, portatori di chissà quali messaggi alla gente che ci guarda passare fra lo scettico e l'incredulo da anni. Ebbene noi, amanti un po' speciali, dobbiamo confessarlo; di fronte alla domanda della rumena di turno - con residenza stabile nel lungomare dei lidi ferraresi- non abbiamo trovato alcuna risposta.
"Perché tu non fai ?". Già. Vagliele a spiegare le ragioni perché il corridore non si ferma mai a scaricare un po' di energia "organica" e la usa solo per durare un po' più a lungo e, talvolta, sfinirsi davvero. Di scuse ne abbiamo trovate sempre tante: fa caldo, sono sudato, la moglie tradita, i soldi, la fatica e, dulcis in fundo, la filosofia di vita, una cultura che non appartiene a chi corre (il sesso stop & go, troppo veloce per i fondisti).
Poi, un giorno di mezz'agosto, a noi, forzati della corsa, forse pressati dai nostri stessi desideri (le nigeriane? Però...) si è materializzata la domanda fatidica. Mentre ci si scalda i muscoli in previsione di un medio-lento, una di loro sbuca dal folto della pineta e, in sequenza velocissima, si mette in mostra, alza la canotta e abbassa gli slip. Mamma mia! Altro che chiacchiere: faccela vedere', faccela toccare'. Ma è vera, ma è tutta tua?
A quel punto spariscono per incanto freni e inibizioni e il raptus depressivo ci prende. Siamo in quattro: ragazzi si fa nulla? E lei: "Guardami, guardami, sono bella, mi vuoi?". E certo che ti voglio ma come si fa? Il sudore, è caldo, non ho i soldi e a gratis non vieni, la moglie, beh, occhio non vede... allora. Si fa nulla davvero e, olé, il sogno, l'apparizione svanisce, si dilegua come un miraggio. La corsa continua. Però... vabbè, meglio non pensarci, se no...
Al quinto ci si ferma. Qualche allungo e il medio-lento impostato a quattro e venti al chilometro diventa un corto-veloce a tre e quarantacinque. Sarà un caso? Cinque chilometri sotto i venti minuti. Eh si, il sesso spinge, eccome!!!
Gli auguri del podista
(di Denis Laurenti)



Un augurio da podista a chi fa Strada Cross e Pista;a chi col freddo rimane a letto e a chi nei cross è un pò più lesto.Un grande augurio in particolare,
ai run4funner, che mai vogliono mollare,
e quest'anno, che è appena passato,ben molte gioie, a loro ha tanto riservato.Auguri anche a tutti, gli organizzatoriai vari sponsor, e collaboratori;perchè gareggiando, di regione in regionepossiam coltivare la nostra passione.Buon Anno infine, a chi sta un pò avvilitoaffinchè possa presto, guarire nell’animo ferito;e se qualche "media", sarà ... deludentevogliamoci bene, e facciam finta di niente.

PREGHIERA DEL PODISTA

PREGHIERA DEL PODISTA
(di Denis Laurenti)
O Signore che vedi tutto e sai tutto di me,
fa che si avveri ogni mio desiderio grazie a te!

Io, “atleta serio”, sono un podista,
ma se ti va chiamami pure artista.

In qualche gara, ti chiedo di non farmi camminare,
perché nelle gare Bob e Snu vorrei fregare.

Mec e Smerd, in una buca falli inciampare,
facendogli passare la voglia di arrivare.

Ai podisti della mia categoria,
fagli venire un attacco di allergia.

Se in maratona vado in crisi mi rivolgo a te con il pensiero
e basterà una sola spintarella per continuare più forte e fiero.

A chi piace sparare su di me anche solo una fesseria,
per favore, fa che gli venga un attacco di dissenteria.

Certo, ti chiedo tanto, ma ti prometto,
che ad ogni grazia ti farò un bel fioretto.

Lo so Signore che lo sport è serietà,
è per questo che chiedo la tua pietà.

Per tutto l’impegno che io posso dare,
questi piaceri solo tu me li puoi fare.

Poi passo a ringraziarti in chiesa,
perché la mia fede mica si è arresa.

Accendo una candela, dico le mie preghiere,
perché grazie a te non sono state giornate nere.

Ti prometto che sarò un buon chierichetto,
e che ti porterò sempre un gran rispetto.

martedì 28 ottobre 2008

NEW YORK: ORMAI CI SIAMO



SI VOLAAAAAAAAAA...


Eccoci qua, il conto alla rovescia è prossimo alla fine ed il momento di partire è ormai alle porte.
Giovedì mattina, con i miei Trop Runners, alle ore 6.45 prenderò il volo all’aeroporto Marco Polo di Venezia con arrivo a Monaco alle ore 8.05 per ripartire poi alle 11.40 in direzione New York.
L’atterraggio all’aeroporto John F. Kennedy è previsto nelle prime ore del pomeriggio americano e più precisamente alle ore 15.55.
Fra poco sarò alle prese con le valigie e non nascondo di avere qualche difficoltà a scegliere cosa mettere dentro e cosa lasciare a casa, sono convinto che, alla fine, mi porterò appresso un sacco di cose inutili.
Per il resto comincio a sentire un po’ di nervosismo e temo tanto che le prossime due notti avrò sonni molto agitati.
Oltre tutto, oggi in un famoso quotidiano ho visto una pagina intera dedicata ai personaggi “famosi” che andranno a correre la N.Y.C.M., ognuno con i rispettivi tempi previsti. Tra i personaggi iscritti, oltre a Linus (il quale vanta l’aspettativa cronometrica migliore: 3h 40′), ci sono l’ex primo ministro Romano Prodi, l’onorevole Daniela Santanchè ed altri politici più o meno noti e Beppe Bergomi.
Sinceramente, a parte Linus che mi farebbe piacere incontrare, degli altri non me ne frega granchè, però l’articolo mi ha fatto sentire ancora di più la dimensione dell’evento che sto andando ad affrontare.
E pensare che ancora devo partire.
Tra l’altro, non avendo ancora recuperato la Venice Marathon di domenica scorsa e considerata la giornata odierna poco felice dal punto di vista climatico, ho saltato l’allenamento di oggi, che forse era meglio fare per scaricare un po di tensione.


Ciaooooooooo, ci vediamo a New York.
Denis


sabato 25 ottobre 2008

CONSIGLI PER LA MARATONA


CONSIGLI PER LA MARATONA
(di Denis Laurenti)

Tecnica di gara.
Accorgimenti utili per rendere al meglio durante la maratona.E’ quella che tutti devono fare almeno una volta nella vita. La mecca del podista. Il sogno di ogni impiegato, avvocato, operaio turnista. Dunque l’insolito mix di persone alle quali mi rivolgo non è composto necessariamente da esigenti superesperti (quelli stiano tranquilli, che ho pane anche per i loro denti), ma anche da persone che affrontano la 42 km, dopo aver corso solo 10000 o mezze maratone, ed anche “sono certo” per qualcuno che la corre solo per scommessa.
Ognuno dei partecipanti avrà quindi svolto una preparazione leggermente diversa, e qualcuno si sarà preparato un po’ approssimativamente. Poco importa. Tutti (me compreso) dovremo cozzare contro quello che viene definito il “muro” del 35° km.Di che cosa si tratta? Quelli che già pensano di saperlo, trattengano i sorrisini di circostanza e aprano le orecchie, perché è meglio capirlo una volta di più che una di meno.
In quasi tutte le gare, finanche quelle da 33 km è possibile avere buoni od ottimi rendimenti utilizzando uno solo dei due “serbatoi” energetici di cui disponiamo: quello degli zuccheri (o più genericamente dei carboidrati).
In maratona no. O si impara a lavorare anche con un altro “serbatoio” (quello dei grassi) o in fondo non ci si arriva. Vediamo perché.
Il numero di calorie consumate da un atleta che pesi 65 kg per correre una maratona, si calcola con la formula: kcal = K x kg x km dove K è il coefficiente di consumo energetico (pari a 0,9 in un atleta allenato e dalla corsa fluida), kg sono i kg di peso corporeo e km i chilometri percorsi.
Nel nostro esempio quindi kcal = 0,9 x 65 x 42,2 cioè circa 2.468 kcal.L’ampiezza del nostro serbatoio di migliore qualità (il glicogeno contenuto nel fegato e nei muscoli) ci può fornire in totale, se pesiamo 65 kg, all’incirca 1750 kcal. Ciò significa che per arrivare in fondo dobbiamo provvedere a fornire all’organismo le circa 720 kcal mancanti. Come?
Le vie pratiche non sono molte. L’ipotesi fatta (scorte di 1750 kcal) prevede già una situazione ottimale in termini di buon carico di carboidrati la sera precedente la gara, in termini di stato di forma (un organismo ben allenato aumenta la sua dotazione muscolare di glicogeno), in termini di massa magra (se i 65 kg sono fatti di grasso per un terzo, le dotazioni di glicogeno saranno proporzionali al peso magro e non a quello totale, quindi inferiori), in termini di economicità di corsa (una corsa scoordinata e dispendiosa, con K più alto di 0,9 aumenta il consumo per km).
Dunque si può lavorare prevalentemente su tre elementi: alimentazione in gara, attitudine mentale in gara e utilizzo del serbatoio energetico dei grassi.
Dei primi due elementi (il cui peso specifico è comunque limitato) parleremo separatamente in altri pezzi. Sul terzo (serbatoio dei grassi) è invece opportuno parlare ora.
L’unico modo per arrivare bene in fondo ad una maratona, senza soffrire crisi di sorta, è infatti quello di allenare il corpo al consumo parziale di grassi insieme agli zuccheri, fin dal primo chilometro. Il serbatoio dei grassi è infatti, dal nostro punto di vista, illimitato (ci consentirebbe di correre una dozzina di maratone di seguito), ma con la sottile differenza che l’organismo vede come scorte preziose il contenuto degli adipociti (le cellule che contengono i grassi) e dunque le cede malvolentieri per usi energetici. Con una minore efficienza, con una maggiore richiesta di ossigeno correlata, con produzione di metabolici residuali e – importantissimo – solo in presenza contemporanea di zuccheri. Ciò significa che se gli zuccheri li abbiamo esauriti precocemente, perché abbiamo corso stimolando solo l’uso del glicogeno, ci troveremo al 30° o al 35° km incapaci di fare un solo passo in più, perché il nostro corpo non sarà in grado di fare uso delle scorte esistenti di grasso.
Per arrivare, soffrendo e camminando, a quel punto inizieremo a “smontare” le catene proteiche (cioè i nostri muscoli!) per estrarne quel poco di zuccheri necessari ad arrivare in fondo. Facendoci però del male, che richiederà poi tempi di recupero di alcune settimane.Ne vale la pena? No sicuramente. Il modo migliore per affrontare la gara di maratona è dunque quello di favorire in tutti i modi possibili il consumo dei grassi fin dal primo chilometro. Come? Con allenamenti specifici nei mesi precedenti la gara, con un’alimentazione adeguata, con una tecnica di corsa che favorisca il risparmio di glicogeno, con un atteggiamento mentale che favorisca l’utilizzo dei grassi.
Scopriremo, strada facendo, che gli allenamenti che ci necessitano sono anche più piacevoli e divertenti, se impostati nel modo giusto.Sarà una stupenda avventura: vediamo di godercela nel modo migliore.

Alimentazione pre-gara e in gara.
Accorgimenti utili per alimentarsi al meglio durante la maratona. Abbiamo già visto che uno dei problemi più importanti per chi corre una maratona è quello di provvedere alle calorie necessarie a completarla. Si è già detto che il consumo calorico è pari all’incirca al peso in kg per i km percorsi. Un atleta di 70 kg utilizzerà quindi all’incirca (70x42) 2940 kcal. Posto che con le dotazioni di base di glicogeno (presente nei muscoli e nel fegato) tale atleta copra circa 1.960 kcal, restano da trovare 980 kcal, senza le quali la crisi sarà in agguato.
Già si è detto anche che il modo più efficace per coprire tale fabbisogno è quello di imparare con l’allenamento a consumare parzialmente grassi fin dal primo metro. Per fare questo servono tecniche fisiche e mentali. In questo pezzo tuttavia esamineremo l’aspetto alimentare della questione, sia relativamente al pre-gara che al “durante”.
L’obiettivo dell’alimentazione pre-gara deve assolutamente essere quello di riempire “fino all’orlo” i serbatoi naturali di glicogeno. Il glicogeno negli animali, corrisponde all’amido nelle piante, ovvero è una sostanza di riserva costituita da un polimero dello zucchero (in pratica tante molecole di glucosio una accanto all’altra, fino a costituire una lunga catena). Perché le scorte di glicogeno siano al massimo, la nostra alimentazione nel giorno precedente la gara, deve essere sufficientemente ricca di carboidrati. Se non lo è a sufficienza, vi è il rischio che le scorte siano dimezzate o ridotte, con il rischio di subire la crisi molto prima del km 35.
Il giorno prima della gara, dunque, la nostra preferenza dovrà essere rivolta prevalentemente a pane, pasta, riso, biscotti, torte, gelati, patate. Questi cibi satureranno i nostri serbatoi di carboidrati, consentendoci di arrivare alla partenza della maratona, con la capacità potenziale di fornire tutte le nostre 1960 kcal (se pesiamo 70 kg).
Assumerne di più, e gonfiarsi di carboidrati (o peggio effettuare la cosiddetta dieta dissociata), serve a ben poco. L’eccesso di carboidrati infatti, per non alterare la glicemia, viene tempestivamente rimosso dal sangue grazie all’insulina, e va a costituire scorta di grasso, del tutto inutile ai nostri fini (anzi dannosa, in quanto aumentando il nostro peso complessivo, ci farà consumere più calorie per km).
Al mattino dovremo invece privilegiare la leggerezza, al fine di non appesantirci con la digestione durante la gara, o nel freddo delle griglie di partenza. Un tè o caffè con qualche fetta biscottata al miele o alla marmellata, assunti qualche ora prima della gara, saranno perfetti, e ricostruiranno quel poco di glicogeno che è andato consumato durante la notte.
Durante la gara, invece, io consiglio di non assumere nulla, in quanto i rischi sono maggiori dei benefici.
Un bicchierino di bevanda zuccherata ai vari ristori, è il massimo che ci si posa concedere. Il corpo riesce infatti ad assorbire nel tratto intestinale (già provato dall’intensità della corsa) solo bevande con una piccola percentuale di zuccheri (fino al 5%). Tali bevande possono poi provocare rigurgiti, vanno bevute in corsa, e generano il cosiddetto “furto di sangue”, dovuto ai fenomeni digestivi che sottraggono sangue alla periferia (i muscoli) per fornirlo agli organi della digestione
In ogni caso, nella migliore delle ipotesi, i bicchierini forniscono (nell’ipotesi di 7 ristori, con bicchierini da 50 cc al 5%) circa 17,5 g di zuccheri. I quali, trasformati in energia, producono circa 70 kcal, che consentono al nostro atleta di correre circa un km in più senza andare in crisi.
Dunque inutile contare su questo genere di supporto: molto meglio invece bere l’intero bicchiere di acqua pura, sapendo che comunque il nostro organismo patirà un certo consumo d’acqua. La digestione non verrà quindi toccata.
Alla fine della gara (o anche se dovessimo fermarci perché siamo andati in crisi), è indispensabile invece ripristinare le scorte di glicogeno esaurite con molta tempestività. Dunque appena siete in grado nuovamente di intendere e di volere, dirigetevi verso il tavolo del ristoro, e servitevi di tè caldo, o di qualunque altra bevanda zuccherina disponibile.
Raccomando anche, a chi leggerà queste righe mesi prima della partenza, di controllare con attenzione il proprio peso. Un atleta in sovrappeso avrà sicuramente difficoltà a completare la maratona, e il dimagrimento non può essere innescato in pochi giorni.Teniamo presente che un ottimo indice di massa corporea (IMC = peso in kg diviso quadrato dell’altezza in m) può essere di 22 per gli uomini o di 20 per le donne. Un’ottima massa grassa può essere del 12% per gli uomini e del 20% per le donne.
Un grave sovrappeso può comportare infortuni agli arti inferiori e alle articolazioni. Un alto rischio di malattie cardiovascolari e, infine, uno zaino da portarsi dietro in maratona, del tutto inutile. Sarà una stupenda avventura: vediamo di godercela nel modo migliore. Preparandoci adeguatamente...

Mente, corpo e maratona

Accorgimenti utili per lavorare con corpo e mente durante la maratona Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza di economizzare il più possibile le proprie energie, se si vuole arrivare in fondo alla maratona. Le normali dotazioni di carboidrati di cui disponiamo non ci permettono infatti di finirla tutta. Per arrivare in fondo ci servono un certo numero di calorie provenienti dai grassi.
Il corpo però non cede volentieri le sue scorte di grasso (che dal punto di vista strettamente calorico ci permetterebbero di correre per parecchie ore). Innanzitutto proprio perché il nostro grasso ha il significato biologico di scorta di sicurezza, e in secondo luogo perché l’utilizzo dei grassi a fini energetici comporta una resa inferiore rispetto agli zuccheri (e inoltre lascia residui di tipo chetonico, che il corpo interpreta come sostanze tossiche). Ecco perché quando le scorte di glicogeno finiscono, si entra in crisi: perché il corpo si trova improvvisamente a dover fare doppia fatica per estrarre la stessa energia dai grassi.
Per attivare il consumo di grassi in parallelo agli zuccheri, fin dal primo metro (il modo migliore per arrivare in fondo senza crisi), è necessario lavorare sulla propria potenza lipidica, cioè svolgere quegli allenamenti (fondi medi, progressivi, ritmi gara, corse a tappe, bigiornalieri) che – attraverso la corsa in carenza di glicogeno – stimolino l’organismo ad attivare anche questo secondo “serbatoio”.E’ un po’ come un’auto che abbia il motore in grado di operare a benzina e a metano. Magari il metano non garantirà le stesse prestazioni della benzina, ma se il serbatoio della benzina fosse troppo piccolo per arrivare a destinazione, benedetto il metano! Il nostro organismo inoltre ha anche il limite di non poter viaggiare SOLO a metano (ovvero solo con i grassi).
Per utilizzare i grassi, infatti, devono esservi ancora zuccheri (benzina) disponibili. Se no la macchina si ferma (o peggio, mangia i propri muscoli provocando danni interni e possibili infortuni post gara).
L’unica via è dunque quella di educare il corpo a usare una miscela grassi/zuccheri fin dall’inizio.
Il corpo tende a fare uso di zuccheri in condizioni di sforzo impegnativo, e a fare uso di “miscela” quando invece lo sforzo è blando. Se stiamo passeggiando in un parco, o correndo molto piano, il nostro organismo utilizzerà una frazione consistente di grassi. Via via che aumentiamo il ritmo, e ci affatichiamo, il corpo tenderà a spostare il consumo tutto sugli zuccheri (più efficienti). Alla velocità di soglia anaerobica, il consumo sarà quasi al 100% di zuccheri.In maratona, dunque, dovremo correre ad un ritmo che ci consenta di consumare una miscela contenente almeno un 20-30% di grassi. Per tutta la gara.
Al di là degli allenamenti specifici, il nostro atteggiamento mentale può molto influenzare questo consumo. La nostra mente, infatti, può indurre stress e tensione sul nostro organismo, che anche a ritmi non velocissimi, potrebbe essere indotto a consumare solo zuccheri. Quando siamo stressati, infatti, la nostra configurazione ormonale interna (secondo l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene) si concentra sull’utilizzo immediato dell’energia per una tipica reazione di lotta o fuga. Tale configurazione ormonale spinge l’utilizzo quasi esclusivo dei carboidrati come fonte energetica, impedendo un consumo regolare e costante delle riserve di grassi.
Per contrastare questa tendenza è necessario correre rilassati e sereni. Correre zen. Senza la preoccupazione del cronometro, del cardiofrequenzimetro, dell’amico che vi sorpassa o che dovete raggiungere.
Occorre pensare alla gara come un’occasione di rilassamento e divertimento. Non avete scelta: o fate così, o dopo 35 km avrete finito il carburante, e vi trascinerete penosamente all’arrivo.Non crediate di avere questo problema perché andate piano o siete poco allenati. Il problema riguarda tutti: dai top runner al più lento degli amatori.
Non basta più allenare il proprio fisico per arrivare bene in fondo a una maratona: serve anche lavorare sui propri atteggiamenti mentali. Perché corpo e mente sono una sola cosa.
Quanto si fa su un piano, si riflette sull’altro, e viceversa.

Chi lo ignora, pagherà pegno...

venerdì 24 ottobre 2008

PERCORSO NEW YORK CITY MARATHON

Penso che la trasferta a NEW YORK per la maratona sarà un’esperienza indimenticabile, fatta di tante cose inevitabilmente correlate al mondo della corsa.

A questo viaggio ci sono arrivato con molto entusiasmo, sicuramente trascinato da un gruppo fortissimo.



--------BOB ----------------SNUCITI-------------RICHARD---------- SMERDIN----


IL MAGNIFICO---------PAGNOCCA----------- MEC---------------IL DISCRETO

Dopo la MARATONA DEL GARDA e quella di VENEZIA di domenica prossima, finalmente la partenza per la GRANDE MELA a sole 90 ore da quest’ultima competizione.
Denis


mercoledì 22 ottobre 2008

I PRINCIPALI AVVERSARI DEI TROP RUNNERS POLESANI


ING New York City Marathon 2008
Finalmente è arrivato, ora nelle mie fantasie di corsa, che mi vedono impegnato nella Grande Mela in uno sprint finale per la vittoria con i più quotati Paul Tergat, Hendrick Ramaala e Wilfred Kigen, posso già immaginarmi con il mio pettorale tanto atteso. New York sta quindi entrando nel vivo, infatti proprio oggi, via posta è arrivata una busta da parte del New York Road Runners contenente la “ Registration Card” nella quale mi viene notificato, oltre al numero di pettorale “16764”, il numero di wave start, il colore del pettorale, l’ora della partenza e il mio chip number CG89347.
La wave start, è l’onda di partenza di cui ogni atleta prenderà parte. Lo scopo è quello di rendere il via meno congestionato, visto l’enorme numero di partecipanti, i concorrenti vengono suddivisi in tre partenze separate di 20 minuti l’una dall’altra.A me è toccata la numero 1, con partenza alle 9.40, partirò assieme ai top runners (tra l'altro io e lo Smerd partiamo insieme) ma, avendo il pettorale verde, il mio punto di partenza sarà diverso rispetto a quello dei favoriti i quali hanno invece il pettorale blu. Direi che questo frustra le mie ambizioni di vittoria…






lunedì 20 ottobre 2008

MADAME MARATONA



di Denis
Nome: Maratona
Nata: anticamente
Cittadinanza: tutto il mondo
Misure: km 42.195
Segni particolari: bellissima




Come un’affascinante signora,
la si attende ora per ora.

Lei è lì, in tutte le parti del mondo,
sempre si sente il sapore della sfida in sottofondo.

Ti trasporta in un mare d’asfalto e chi l’onda sa cavalcare,
sa che in alto lo può portare.

In questo mare ti trovi solo a navigare e guai a perdere la rotta,
altrimenti sai che gran botta.

Non fissa orizzonti e tanto meno ascolta lamenti,
questo lo lascia solo ai più lenti.

Testa, cuore e gambe devono essere ben sincronizzati,
solo così si può essere aiutati.

Non c’è età per innamorarsi,
i tempi possono essere lunghi, ma mai sottrarsi.

Lungo è il periodo del corteggiamento,
un vero e proprio allenamento.

Guai a bruciare le tappe,
si rischia di rimanere delle schiappe.


E’ come un corso di studio: può sembrare inarrivabile,
ma non un sogno intramontabile.

Maratona significa una sfida con te stesso,
ammesso che ti sia concesso.

Affronta i tuoi limiti per ore ed ore
e solo così ti sentirai il vero vincitore!

IL MIO INIZIO

Il mio inizio: chi l'avrebbe detto !!!

Sono un podista amatoriale di 44 anni, arrivato come tanti alla corsa per cercare di smaltire qualche chiletto e con il senso di colpa di essere una buona forchetta.
Quindi cosa di più semplice che provare il principe degli sport “semplici ed economici”(almeno così credevo all’inizio) ? ??

Allora: mi bastano un paio di scarpette, una maglietta da consumare e un paio di pantaloncini. Bene, si parte. Alla faccia dello sport semplice! Non pensavo che fare 3-4 km fosse così difficile.

Trafelato, macero di sudore, dolori vari e acido lattico in quantità industriali, mi fanno capire che forse avevo dato un giudizio affrettato: “semplice”? Forse non così tanto.
Insomma forse mi ero sbagliato, forse non era lo sport che faceva per me, però... però c’era qualcosa che non mi tornava.
Cosa mancava alla Corte (dei miei pochi neuroni) per condannare definitivamente la corsa?
Cerca e ricerca ecco il tassello mancante.
Mi stavo sentendo bene, un bene strano da descrivere, un bene fisico che andava oltre i vari dolorini accusati, un bene mentale che sempre di più mi invogliava alla corsa, insomma il tutto andava nuovamente rimesso in discussione e haimé, il verdetto fu velocemente ribaltato. Non sto a raccontarvi tutti i passaggi trascorsi tra quella prima corsetta e i giorni nostri. Non sono passati tanti mesi in fondo, però grazie al verdetto ribaltato sono riuscito a conoscere un popolo in marcia (nel vero senso della parola), a seminare qualcosa, a perdere qualche chiletto (non tanti), a correre una maratona con l’obiettivo di correrne altre, con un benessere psicofisico che aiuta anche a maturare decisioni importanti o a compiere gesti con estrema naturalezza, con giovamenti che si ripercuotono su tutte le persone che ti stanno intorno.
Insomma, la corsa non è sicuramente lo Spirito Santo però fa tanto, tanto bene!

sabato 18 ottobre 2008

TROP RUNNERS A NEW YORK



I “Trop runners” polesani alla N.Y.C.M. 2008

Le indiscrezioni polesane trapelate nei giorni scorsi trovano conferma ufficiale.
Con un comunicato, emesso questa mattina, l’organizzazione della Maratona di New York ha formalmente informato che i 7 trop runners: Smerdin, Snuciti, Richard, Bob, Mec, Pagnocca, ed il Magnifico saranno al via nella prossima maratona della Grande Mela il 2 novembre 2008.
Non ci sono cifre ufficiali sull’ingaggio che i maratoneti hanno ottenuto, ma considerato che i fantastici podisti erano corteggiati da mezzo mondo, in particolare: Richard (Denis Laurenti) ed il Magnifico (Renzo Sarti), alcune voci parlano di un milione di euro per la loro partecipazione. Si tratta senza dubbio di una cifra considerevole !!!

Sembra che addirittura il Presidente Bush, in considerazione dell’attuale crollo economico americano si sia mosso facendo rientrare, con un vero colpo a sorpresa, la garanzia dell’ingaggio nell’ambito delle misure prese per garantire i depositi bancari.
All’eco della notizia, nell’ambiente podistico sembra ci siano state già alcune importanti reazioni.
Il Trop runner “Bob” sembra abbia preteso un ingaggio favoloso dalla maratona di Berlino 2009 (e molto probabilmente lo otterrà), il super atleta Portovirese, con i suoi 95 kg, ha garantito di sperimentare in gara il nuovo metodo “Smagro” con tempi da record ( 5-6 ore).
Al momento, comunque, ribadiamo la sola notizia certa, Smerdin, Snuciti, Richard, Bob, Mec, Pagnocca, ed il Magnifico sono ufficialmente iscritti alla 39^ edizione della NEW YORK CITY MARATHON 2008 !


Video e foto N.Y.C.M.

martedì 14 ottobre 2008

Stravolto e demotivato...



Stravolto e demotivato
Che fare ???
Sabato con i miei run4funner (Bob e Snu), sono tornato a fare il lungo di fine settimana.
Dato che, come sempre, le cose semplici non mi piacciono mi sono buttato su una presunta distanza di 30 km, a due settimane dalla Venice Marathon e a tre dall’ ING New York City Marathon 2008.


L’obiettivo era mettere km sulle gambe, valutare lo stato di forma e la reazione che potevo avere.
L’unica cosa positiva dell’uscita è quella di esser riuscito a fare effettivamente 15 km.

Sul come, meglio stendere un velo pietoso.
Passaggio ai 10 km in oltre 55 minuti, tempo sui 15 km in 1 ora, 28 minuti e altri secondi,
per un tempo totale sui 25 km di 3 ore e 13 (praticamente una camminata).
Sebbene lentissimo, non sono riuscito a terminare la distanza prevista.
Ho lasciato il percorso demotivato e stravolto.
Le gambe sono di legno… una sensazione che provo solo alla fine di una maratona.
Quindi, stringendo, l’ottima forma che avevo la settimana scorsa se ne è completamente andata ? Speriamo di no !!! Bruta impestà… per non dire qualcos’altro!
Ma, come dicevo all’inizio, mi piacciono le sfide e non le cose semplici.
Affrontare tre maratone in un mese (Garda-Venezia-New York) è
comunque da pazzi.
Abbassare il 3:34 oggi, pensando alla fatica tremenda di sabato, mi appare un miraggio.
Ho deciso comunque di andare alla ricerca del miraggio…
Io ci provo
...

venerdì 10 ottobre 2008

Il gioco si fa duro !

Il gioco si fa duro!
Mi volto indietro ancora una volta ed ecco che la scritta “Traguardo” sfuma leggera ed al suo posto si ricompone la parola “Partenza”: bando alle ciance, si ricomincia, fermiamo i bagordi ed i festeggiamenti pro maratona e torniamo a pensare a Venezia.
Ecco, appunto, Venezia.
Avendo seguito il cuore e non la testa, ho convertito il Lungo di domenica 28 Settembre, da 32 Km in una maratona da 42,195 km, ed ora cosa faccio?
Mi rivolgo agli esperti e a chiunque abbia voglia di dare il suo contributo, per capire se e come modificare il mio piano di allenamento per queste ultime 2 settimane e mezzo, per riassorbire lo sforzo di Garda e vedere di portare a casa anche la maratona lagunare.
Vi riporto il mio piano di allenamento previsto per questa settimana, continuando come da programma di allenamento, con qualcosa di eventualmente più impegnativo domenica.

Settimana del 6 ottobre:

Luned’ riposo – martedì ripetute 10x 400 a 3,50” al Km + Rec 400 mt – mercoledì riposo –
giovedì CL 13-14km a 5’ – venerdì riposo – sabato bici 30 km – domenica LL 32 Km a 5,19 al km



Settimana del 13 ottobre:

Luned’ riposo – martedì ripetute 5x 1000 a 3,50” al Km + Rec 400 mt – mercoledì riposo –
giovedì CM 10km a 4,45” al km – venerdì riposo – sabato bici 30 km – domenica 16 Km a 5’ al km.
Settimana del 20 ottobre:
Luned’ riposo – martedì ripetute 6x 400 a 3,50” al Km + Rec 400 mt – mercoledì riposo –
giovedì CL 5 km a 5’ – venerdì riposo – sabato bici 30 km – domenica Venice Marathon

Come lo dovrei modificare? Tenete presente che:
1) Obiettivo primario è arrivare bene in fondo a Venezia sulle mie gambe, di corsa e non trascinandomi penosamente verso l’arrivo
2) Non ho velleità di fare un tempone, certo non mi dispiacerebbe rosicchiare qualcosa dal mio 3h 34’ 02 di Treviso (e qui la strategia per me è chiarissima, mi attacco ai pacemaker delle 3h 30’ e cerco di correre con loro il più possibile, con la regolarità che a Garda è mancata)
3) In pratica ad oggi ho nelle gambe 4 lunghi da 28 Km, due da 32 e la maratona Gardesana.