mercoledì 10 dicembre 2008

7^ CORSA DELL'IMMACOLATA

7^ CORSA DELL'IMMACOLATA: AEROSOL DI CORTISONE E VIA…
Da quando ho corso la maratona nella grande mela non sono più riuscito a farmi una settimana di allenamento come si deve. Una settimana di riposo assoluto, una settimana a giorni alterni per impegni vari e poi mi sono beccato l'influenza che dopo tre settimane non vuole proprio abbandonarmi.
Quando alle 7 di domenica mattina è suonata la sveglia, era già da un quarto d'ora che giravo intorno al quesito: andare o stare? Mi alzo e vado ad Adria, oppure sto a letto e mi curo come si deve la maledetta tosse che da tre settimane mi tormenta? In barba alla coerenza, dopo aver rassicurato mia moglie sul fatto di rimanere a casa, indosso la mia super maglietta "N.Y.C.M. 2008" e, come la scienza medica consiglia in questi casi (?), mi sparo un aerosol di cortisone e vado all'appuntamento con i miei due amici run4funner: Bob e Snu.
Finalmente ad Adria, in occasione della “7^ Corsa dell'Immacolata” ho santificato la Madonna, ho ripreso a correre con una gioia che solo chi ama questo sport può capire. L'antibiotico, che alla fine sono stato obbligato a prendere, ancora circola nelle vene, ma col freddo che ho trovato quando sceso dalla Bat mobile, penso abbia deciso di rimanersene ben rintanato in chissà quale angolo del mio corpo. La temperatura è rigida (uno o due gradi), numerosi sono i guanti che avvolgono le mani dei concorrenti (non le mie, cosa che per tutta la gara ho rimpianto).
Alla partenza i podisti sono completamente immersi nella nebbia (al termine la mia maglietta è più bagnata fuori che dentro), e considerando solo un aerosol per colazione, sono soddisfatto perchè finalmente ho fatto una corsa quasi come si deve: cinquantaquattro minuti di corsa continua, più scatto in progressione finale di circa 500 metri: non era mai successo!

Che dire dei miei amici: lo Snu (Davide Ferrari) è veramente in forma e tiene a bada la locomotiva del "Bob" (Cristiano Curri) per i primi 5 km, Mec (Michele Veronese) come al solito non ha sbagliato un passo e mi lascia solo nella nebbia già al terzo miglio (postumi americani).
Lo sparo ha visto partire a razzo il forte Diego Gaspari, inseguito da Luca Favaro e Omar Pecchielan. In coda c'ero anch'io trafitto da un freddo cane che non ricordo di aver mai patito.
Il primo tratto di due chilometri è piatto e asfaltato fino allo sterrato dell'argine (dove con mia sorpresa ho retto bene).
Il respiro bianco e denso che ti ritorna in faccia, le gambe che rullano, il tifo dei pochi presenti che ti dicono che siamo vicini: attimi che non sembrano finire e della striscia d'arrivo ancora niente.
Un'altra impennata di ritmo ed ecco finalmente il traguardo. Vedo due divise arancio, "modello Ecogest", sono gli amici Rece e Biasiolo, le mani sono talmente gelate che riesco a malapena a togliere il cartellino spillato dalla maglia, anche questo è il bello della corsa.
A mezzogiorno (come previsto) sono già di ritorno a casa e mia moglie quasi non s'è accorta della mia assenza!

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