giovedì 23 luglio 2009

36a STRASOLESINO


di Denis Laurenti

Nel mese di luglio si entra nel vivo delle competizioni serali, a volte accompagnate da una festa di paese con tanto di musica e spettacoli o, più spesso, da una cena per i partecipanti.

La bella stagione invoglia la gente a ritrovarsi la sera dopo l'attività lavorativa per rilassare la mente e fare qualcosa di diverso. Da questo punto di vista la corsa è uno dei tanti pretesti per incontrarsi e stare insieme. Sabato ho partecipato alla corsa serale di Solesino, comune del padovano. Partendo da Porto Viro c'è un po' di strada da fare e da solo probabilmente non avrei avuto voglia di andarci. Così d'accordo con il cugino Snu, alle 18 in punto, parto per la Strasolesino, arrivata ormai alla sua trentaseiesima edizione. Anche quest'anno la stracittadina ha fatto il pienone ed un nuovo record di partecipanti (oltre 400 al via ), confermando di essere una gara podistica molto apprezzata. La giornata torrida e afosa del venerdì precedente mi aveva fatto temere una catastrofe, visto che avremmo corso alle sette e mezzo del pomeriggio, ma quel giorno, all’improvviso, il clima è cambiato e da umido si è trasformato in secco e ventilato, oltre che decisamente più fresco, allietando non di poco la fatica dei partecipanti; anche il clima trovato al punto gara non ha tradito le aspettative: “tanta” organizzazione per “tanta” manifestazione. Rispetto alle precedenti edizioni, il percorso non ha subito modifiche, eccezion fatta per l’arrivo, non più all’interno dello stadio comunale. Tante donne , tanti uomini, alcuni di valore, altri un po’ meno e poi i restanti, ma tutti, me compreso, desiderosi di percorrere al più presto possibile quei 8300 metri. Al via, il nostro gruppo è numeroso, quasi pressato, tutti con il dito puntato sul cronometro; bombardati dal microfono del mitico speaker ‘Mario Brusco”, solerte come sempre nel citare nomi, dati, tempi, numeri, caricandoci di un’ansia irrefrenabile.

Finalmente lo sparo e via…ognuno di noi solo con le proprie forze verso l’ennesima sfida, pronti a stilare un preventivo già dopo i primi chilometri, con la mente in cerca di motivazioni forti, per addolcire una fatica non sempre gestibile (quasi mai per il sottoscritto :-).

La mia gara

Dopo la pigrizia delle scorse settimane ed i miei allenamenti incostanti, i risultati si sono visti, o meglio non si sono visti affatto!! :-) Solo negli ultimi giorni, ho visto cenni di timida ripresa, il sabato prima avevo partecipato alla “9a notturna della magnolia” di Tribano, giusto per vedere se ero ancora in grado di fare una corsa senza fermarmi. Alla partenza corro insieme a Michele attorno ai 4,30” al km. Poi, dal ristoro del 5° km, in maniera progressiva, perdo velocità, tanto che la mia media finale sarà di 4'37". Speravo di tenere i 4'30" al km , dicendo a me stesso, otto chilometri e trecento metri si concludono subito, ma dopo il primo giro (4km) ho fatto presto a cambiare idea. Meno male che nel tremila finale, il veterano Valeriano Cassetta (podisti Adria) mi ha fatto da lepre e sono riuscito così a rosicchiare qualche secondo al passo medio. Mentre correvo mi rendevo conto che non era tanto il fiato a mancarmi quanto l'azione delle gambe. Sono sicuro, però, che con un po' di impegno e buona volontà nelle prossime settimane sarò in grado di recuperare la forma perduta... :-) Sicuramente meglio è andato lo Smerd, di cui ho perso le tracce poco dopo la partenza.

Benissimo anche lo Snu, che decisamente in forma, oggi mi ha rifilato ben tre minuti!! Uffa… Devo quindi decidermi a tornare a metterci un po’ più di impegno negli allenamenti, altrimenti sarò destinato ad arrivare (come dice il Bob) ancora una volta l’ultimo del gruppo. E dovrei cercare anche di utilizzare in maniera un po' più costruttiva il cronometro, senza dipendere continuamente dalle sue indicazioni. Per tutta la gara, infatti, ho tenuto d'occhio il satellitare da polso, innervosendomi probabilmente più del dovuto. In pratica ogni centinaio di metri (o meno) controllavo i riferimenti della mia corsa. Chiudo gli 8300 metri del tracciato in 38'08". Sapevo di essere fuori forma e quindi non mi lamento affatto del risultato, considerando anche tutte le curve affrontate. Peraltro, la sensazione di benessere fisico provata negli istanti prima della partenza mi ha accompagnato anche in gara, permettendomi di tollerare meglio la fatica. Dopo aver ritirato la maglietta, che costituiva il pacco gara, ho avuto modo di scambiare due battute (anche 4) con i miei amici podisti, sempre molto simpatici. Con i capelli ancora gocciolanti, appiccicati sulla fronte e la tipica andatura un po’ claudicante del dopo gara, torno alla macchina dicendo a me stesso “e anche questa è fatta”. Per la cronaca, la gara è stata vinta dal marocchino MOKRAJ LACHEN che nel km finale è riuscito a staccare EL BARHOUMI TAOUFIQUE e al terzo posto il vincitore della 4 passi per el Tajo: CHOUKRI OMAR . Tra le 3 superdonne, la sfida l’ha spuntata Giovanna Volpato, precedendo Daniela Paterlini e la tenace Silvia Sommaggio che, stringendo i denti arriva terza.


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