
Grande partecipazione all’ottava edizione della “STRAESTE” disputatasi sabato sera nella città di Este (PD) forse perché i podisti, immersi ormai da tempo nella calura estiva, hanno trovato un po' di sollievo grazie alla perturbazione prevista per il fine settimana che ha rinfrescato, non di poco, le afose notti d’agosto.
Buona organizzazione, bella gara e bel percorso cittadino di 3400 metri da percorrere 2 volte.
Vista la settimana travagliata ero decisamente svogliato, tanto che fin dall'inizio ho deciso di prendere questa stracittadina come un allenamento. Già a pranzo non mi sono tirato indietro di fronte a due bicchieri di vino e li ho giustificati dicendo: “non saranno mica due bicchieri di vino a fare la differenza!”
Come sempre in ritardo, arrivo in Piazza Maggiore ad Este alle 18,25 giusto per l’ iscrizione (la partenza della minipodistica era alle 18,30). Mi sarebbe piaciuto fare tutto con calma, aspettare la partenza con le mie solite battute o conoscere nuovi runners, vedere quei movimenti frenetici che precedono le gare: chi si riscalda, chi è agitato, chi è calmo (tutto questo sabato sera mi è mancato).Ore 18,40, parte la minipodistica rivolta ai giovani con età dai 6 ai 17 anni divisa in 3 categorie!
Per la podistica sono ammesse due categorie: adulti fra i 17 e i 50 anni e quindi veterani per gli over 50. Ancora per poco ma faccio ancora parte degli adulti.
La mini e' sempre molto simpatica, abbiamo assistito alla solita partenza a razzo con tanto di caduta dei primi e fortunatamente evitata da mio figlio Pietro, che in quel di Este rappresentava la bandiera del G.P. AVIS Taglio di Po, salirà meritatamente al 2° gradino del podio…Bravo!

Ore 19,40. Partenza adulti!
In sottofondo la solita voce dello speaker Mario Brusco.
E’ stato dato il via alla gara con un leggero ritardo (gestire il traffico è sempre molto difficile). Attorno a me scorgo solo top runners, capisco che per questi correre sotto ai 4’ al km e' una passeggiata e mi rassegno a competere con i (pochi) mie pari!
Ultimamente mi sto allenando davvero poco ed ho voluto approfittare di questa gara per far girare un po' le gambe.
L'intenzione iniziale era quella di correre attorno ai 4'40" al km. Al contrario della solita partenza a razzo che mi porta poi a scoppiare nel giro di qualche chilometro, inizio con un'andatura blanda, cercando di imbrigliare il mio spirito (poco, per ora...) competitivo, facendo attenzione a non farmi trascinare dalla foga agonistica tipica di ogni partenza. Sempre con l'occhio vigile sul display del satellitare, mantengo l'andatura media fissa a 4'30" al km.
Fra le donne c'è la bionda SIMONETTA! Ormai la vedo dappertutto!! Mi unisco a lei con una corsa sciolta, la respirazione è regolare e non mi sento particolarmente in affanno (non era mai successo).
Alcuni giovani attorno a noi sono cotti. Respirano a fatica e sembrano dei fumatori asmatici.
Ultimo km, io, Simonetta e un altro podista sprintiamo. L’idea era di proporre un arrivo mano nella mano, pensiero che ho subito abbandonato!Arrivo al gonfiabile fra le incitazioni di mio figlio, insieme tagliamo il traguardo con un salto all'1, 2 e 3! Uno spettacolo!!
Ancora ansimante mi guardo l’arrivo di Dario, classe 1929, mentre controllo incredulo la mia media finale di 4’29” al Km.
Nonostante i problemi fisici non accennino a darmi tregua e non riesca ad allenarmi con regolarità, posso dire che questa gara ha risvegliato i miei buoni propositi.

Anche se so di non aver mai ottenuto risultati apprezzabili o quantomeno al di fuori della “normalità” per un podista amatoriale, i traguardi “simbolici” che ad ogni gara raggiungo, sono frutto di sacrificio; a ben vedere per questo, la corsa può essere considerata una perfetta metafora della vita.
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